Con la 4° ed. di Visioni Collettive, San Ferdinando esplora il “Tempo Lineare” tra storia, porto e futuro
Al via da giovedì 9 luglio la 4° edizione di “Visioni Collettive”, il festival di rigenerazione urbana organizzato a San Ferdinando da Disìo, insieme ad Architensions NY e Kiwi. Quattro giorni di laboratori, approfondimenti, focus e spettacoli raccolti quest’anno nel tema “Tempo Lineare”, per proporre una rilettura storica del piccolo centro dell’area portuale gioiese capace di diventare una scintilla culturale per prevedere le dinamiche future. Un festival che gode del supporto dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Gianluca Gaetano e che, come al solito, si fa contenitore provocatorio spaziando, in questa occasione, dall’Economia all’Antropologia, dall’Archeologia al Diritto. Una kermesse variegata che fin qui si è dimostrata, grazie al coinvolgimento di generazioni di ogni età, anche una efficace leva di nuove relazioni offerte alla comunità che ogni sera dalle 21 si ritroverà nella storica piazza Convento, per godere anche degli stuzzicanti effetti della brezza di mare e del panorama puntellato dalle vicine gru del porto container.
Il tema scelto da Disìo, l’associazione presieduta da Rosamaria Loiacono, che si svilupperà a partire dalla prima serata con la proiezione del documentario “Uncovered Rome” – in anteprima pubblica dopo la Festa del Cinema di Roma 2025 – si fonda sull’idea di San Ferdinando archetipo delle tante declinazioni e contraddizioni del tempo pur nel suo apparente, normale scorrere. Un’idea di linearità complessa e variegata del tempo, introdotta dall’archeologo Gianluca Sapio e approfondita da Fabrizio Mollo, docente dell’Università di Messina, dalla regista Giulia Randazzo e dall’attore Giuseppe Lino – firme del lavoro spettacolare e divulgativo curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma con la casa di produzione Daitona – che, offrendo spunti interessanti per “un nuovo modo e diverso di raccontare l’archeologia”, consentirà pure di spostare fino al Neolitico le prime tracce umane, in un territorio comunale che fin qui era stato scandagliato solo dall’Ottocentesca fondazione del villaggio borbonico, da cui nacque l’odierna San Ferdinando. Un tempo che dunque nel Festival scavalla, per ricongiungersi al presente e al futuro dei record del porto gioiese illustrati nella serata dell’11 luglio dal presidente Paolo Piacenza, che dialogherà con la storica e delegata UNESCO, Patrizia Nardi, e il docente dell’Ateneo di Messina, il giurista Edmondo Mostacci. Scandagli sulla Geografia dei luoghi e sulla Cultura della popolazione che, come è consuetudine in un festival non a caso patrocinato anche dalla Regione, dall’Autorità di Sistema Portuale MTMI, dal Comune di San Ferdinando, dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza, invererà nuove contaminazioni tra aree interne e costiere nell’ultima serata con un talk a cui parteciperà l’architetta e ricercatrice del Cnr, Maria Scalisi, mentre un radar quanto mai competente sui conflitti mondiali in corso verrà offerto dall’esperto di geopolitica Marco Rota, per finire con la presentazione degli esiti di un questionario che dà voce e spazio allo sguardo dei giovani studenti calabresi sulla loro terra.
Nel ricco fine settimana, che grazie al festival sanferdinandese comincerà da giovedì, spazio anche al laboratorio con ragazzi “Presente!” a cura dell’artista Lidia Di Girolamo del Centro Produzione Teatrale della Calabria Dracma (l’11 luglio alle 17:30) e alla performance “Tamburo è voce” del cantastorie Nando Brusco (l’11 luglio alle 22.30). Le serate saranno moderate, rispettivamente, da Andrea Muratore, Agostino Pantano e Francesco Barbalace.
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Concept quarta edizione di Visioni Collettive: TEMPO LINEARE
Sempre contemporaneo è stato San Ferdinando. Fin dal neolitico quando tracce di un passato che parla di comunità sono scampate all’ennesimo terremoto e all’acqua che poi ha invaso e modificato queste terre. Lo è stato da metà ottocento quando il marchese Nunziante, bonificati i terreni paludosi, realizza le prime sperimentazioni in agricoltura e progetta le prime casette, di cui ancora c’è qualche traccia, in grado di resistere al successivo terremoto che rase al suolo Reggio Calabria e Messina. Lo è stato ieri quando è stato violentemente sacrificato sull’altare delle mere promesse politiche interrompendo il suo destino naturale, profumato di mare, ulivi e agrumi. Lo è oggi con un manipolo di visionari che lo prende a cuore e lo proietta, tra l’altro, tra le mete della rigenerazione urbana e culturale, dell’arte contemporanea e della formazione giovanile, offrendole così nuova vocazione e centralità. Storia, stratificazioni ed estetiche antiche con antinomie e contraddizioni della modernità convivono a San Ferdinando. Lo sguardo, da qui, osserva le giganti gru del porto più grande del Mediterraneo e le immense navi che dalla notte dei tempi percorrono le medesime rotte. Osserva lo Stretto e Capo Vaticano, Stromboli e le Eolie. Ancora osserva i resti di un passato abitato sin dal neolitico che attende di essere pienamente scoperto. E lo sguardo diviene consapevolezza della propria centralità e identità. Così San Ferdinando è crocevia di immaginari, metafora di arrivi e partenze, di preistoria e futuro, di avvicinamenti e distacchi, di costruzioni ed espropriazioni, di appartenenze e lasciti, di indolenza e creazione, di visioni e confidenze, di spazi pubblici e cortili privati. Qui coabitano le casette dai cortili nel retro con i luoghi dell’innovazione, i carretti dei venditori con le macchine dal cambio automatico, le baracche con le case cubiche dalle grandi vetrate, il suono ciclico del dolce infrangersi estivo delle onde sulla battigia col rumore urlato delle canzoni filodiffuse dai lidi. E’ questa contaminazione e stratificazione che è ricca di senso e che diventa desiderio per San Ferdinando e il suo territorio, sul quale permangono tracce e anticipazioni, tra memoria, coscienza di luogo, visioni, interpretazioni e una versione sfumata della modernità. E’ anche così che il tempo interrotto, intermittente, ciclico diviene TEMPO LINEARE.
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RASSEGNA STAMPA
San Ferdinando, torna “Visioni Collettive”: quattro giorni dedicati al Tempo Lineare













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